Una bottiglia lunga trenta metri e alta dieci. A Vinitaly, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste inaugura il proprio spazio con “Dentro c’è l’Italia”, installazione che si fa racconto del vino e della cultura italiana.
Il progetto, realizzato con il Ministero della Cultura, propone un percorso espositivo che lega vino, storia e identità con un focus sulle civiltà greca e romana. Questo racconto è accompagnato da sei statue di epoca romana provenienti dagli Uffizi e da Palazzo Pitti che richiamano l’immaginario mitologico tra satiri, ninfe e figure legate al mondo del vino. Il percorso attraversa poi alcuni vitigni rappresentativi delle diverse regioni italiane, con esperienze olfattive guidate da sommelier per scoprirne profumi e caratteristiche.
All’inaugurazione presente anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida: «Vogliamo raccontare il vino dalla prospettiva corretta, che non è solo quella dell’alcol. Dentro c’è l’Italia, perché in ogni bottiglia troviamo profumi, ma anche territori, cura dell’ambiente, lavoro e impresa. E poi il legame con l’arte italiana — pittura, poesia, scultura. Chi visita questa installazione coglie subito questo concetto: il vino non è un prodotto come gli altri, ma qualcosa di unico, come è sempre stato nella storia. Non è solo un prodotto, è un racconto».
A completare il progetto, anche una componente performativa. Lo spettacolo “Dentro c’è l’Italia”, firmato dal coreografo Giuliano Peparini, ha debuttato sabato sera in Piazza Bra ed è stato riproposto anche durante l’inaugurazione. Le performance, ispirate a testi e musiche della tradizione europea, traducono in linguaggio scenico gli stessi temi dell’allestimento.
