Alla 59ª edizione di Marmomac si è rinnovato uno dei momenti più attesi e simbolici: la cerimonia di investitura dei Mastri della Pietra, un riconoscimento che affonda le sue radici nel 1319, quando sotto la signoria di Cangrande della Scala nacque a Verona l’antica corporazione degli scalpellini, cavatori e artisti della pietra.
Il rito, ripreso negli anni Ottanta dagli operatori del marmo di Sant’Ambrogio di Valpolicella, mantiene intatta la sua forza evocativa: il colpo di mazzuolo sul bassorilievo, il cubetto di marmo rosso Verona e il distintivo all’occhiello sanciscono l’ingresso nell’albo dei Mastri, destinato a chi ha saputo dare lustro all’arte e all’economia della pietra naturale.
Quest’anno il Comitato ha proclamato cinque nuovi insigniti. Burkhard Pohl, imprenditore altoatesino, è stato premiato per aver portato il marmo di Covelano all’eccellenza mondiale, trasformandolo in un marchio internazionale di assoluta qualità. L’architetto carrarese Paolo Camaiora è stato riconosciuto per il suo lavoro di ricerca e divulgazione, che lega la storia del marmo di Carrara alla progettazione contemporanea. Dalla Croazia è arrivata Tamara Plastić, direttrice della scuola di scalpellini di Pučišća, punto di riferimento internazionale per la formazione e la trasmissione di un mestiere millenario. Giovanni Conterno, fondatore de La Favorita, ha ricevuto l’investitura per la sua capacità di coniugare tradizione e innovazione, portando l’azienda vicentina a rappresentare uno dei poli più avanzati della lavorazione lapidea. Infine, il britannico Charlie Gee, giovane scalpellino e comunicatore digitale, è stato premiato come ambasciatore internazionale della cultura della pietra, capace di unire restauri prestigiosi e divulgazione contemporanea.
