A Verona la mappa dei mercati globali della pietra naturale

Persone al Marmomac discutono di pietra naturale con brochure e laptop.

La geografia della domanda mondiale di pietra naturale prende forma nei padiglioni di Marmomac. Alla 60ª edizione della manifestazione di riferimento per la filiera tecno-lapidea, in corso a Veronafiere fino al 25 settembre, sono attesi operatori del settore da oltre 140 paesi. A questi si sommano i 450 top-buyer selezionati e invitati da 58 nazioni, come parte del programma di incoming congiunto Veronafiere-ICE Agenzia e Confindustria Marmomacchine: un presidio mirato dei principali mercati di destinazione del Made in Italy e delle aree a maggiore potenziale di sviluppo.

Da ieri, le delegazioni commerciali sono impegnate nei 12 padiglioni della fiera in 3.200 incontri b2b (erano 2.200 nel 2025) già fissati in agenda con le aziende espositrici di Marmomac. La provenienza degli operatori riflette mercati con esigenze diverse: l’Asia acquista soprattutto blocchi grezzi, gli Stati Uniti guidano la domanda di lavorati italiani e restano il primo sbocco per le tecnologie di lavorazione, mentre il Medio Oriente registra una crescita negli acquisti di prodotti finiti.

Il gruppo più numeroso dei top-buyer arriva dall’Asia e dal Medio Oriente, con il 44,8% delle presenze. Seguono le Americhe (21,4%), l’Africa (18,2%), l’Europa (14,3%) e l’Oceania (1,3%). Per singolo Paese, le delegazioni più consistenti provengono da India (9,1% del totale), Stati Uniti (8,1%), Egitto (7,3%), Canada (6,8%) e Cina (6,3%). Seguono Algeria (4,4%), Polonia (4,2%), Pakistan (3,9%) ed Emirati Arabi Uniti (3,9%).

Una distribuzione che incontra le direttrici dell’export italiano rilevate dal Centro Studi Confindustria Marmomacchine. Nel primo semestre 2026, le vendite estere della filiera tecno-lapidea sono cresciute del 5,5%, raggiungendo 1,69 miliardi di dollari. A trainarle sono i materiali, saliti dell’8,2% a 1,23 miliardi: i lavorati e semilavorati valgono 956,5 milioni di dollari (+7,5%), mentre i grezzi arrivano a 274,5 milioni (+10,6%).

La Cina è il primo mercato per i blocchi grezzi italiani: ne ha acquistati per 144,6 milioni di dollari nei primi sei mesi dell’anno, il 19,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. L’India, da cui arriva la delegazione più numerosa in fiera, segue con 30,1 milioni di dollari (+17%).

Sul fronte dei lavorati, sono invece gli Stati Uniti a guidare la domanda: 323,5 milioni di dollari di importazioni dall’Italia (+7,5%). Crescono anche gli acquisti degli Emirati Arabi Uniti: 41,2 milioni di dollari di lavorati italiani, in aumento del 24,9%.

Per le tecnologie di estrazione e lavorazione, l’export italiano si attesta a 459,2 milioni di dollari nel semestre (−0,9%), dopo due anni di contrazione. Gli Stati Uniti restano la prima destinazione, con 58,9 milioni di dollari (+0,9%).

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