Accanto alle tradizionali categorie Pietra Naturale, Tecnologia e Visioni, dedicate agli espositori presenti in fiera e vinte rispettivamente da Sezgin Marble, Biesse e Antolini, si è aggiunta la menzione speciale IUSVE andata alla Società del traversino romano.
Il premio, inoltre, ha allargato negli ultimi anni il proprio sguardo con Stone Gamechangers, sezione dedicata alle figure e alle realtà capaci di contribuire a rinnovare il modo in cui la pietra viene utilizzata, percepita e raccontata a livello internazionale. Per gli Stone Gamechangers sono stati premiati Object of Common Interest, studio fondato da Eleni Petaloti e Leonidas Trampoukis, attivo tra Atene e New York all’intersezione fra arte, design e architettura, e Parasite 2.0, collettivo che indaga gli habitat contemporanei attraverso un approccio che intreccia architettura, design e scenografia.
Tra i riconoscimenti del 2026 figura la menzione speciale Mentorship a Paolo Ulian, figura di riferimento del design italiano legato al marmo. Le sue collaborazioni con aziende e istituzioni hanno contribuito nel corso dei decenni a costruire un linguaggio progettuale riconoscibile attorno alla pietra e a influenzare nuove generazioni di progettisti e progettiste.
Alla cerimonia hanno partecipato il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Sacripante, la event manager di Marmomac, Francesca Zivelonghi, e Paolo Stella, conduttore della premiazione. In giuria Maddalena Padovani, capo redattrice centrale di Interni, Francesca Santambrogio, vicedirettrice di Door, Silvia Nani, redattrice di Corriere della sera e Aurelio Chinellato, professore di Exhibition Design IUSVE.
La diciottesima edizione del premio restituisce così un’immagine della pietra naturale che supera la sola dimensione produttiva: materia antica che continua a trovare nuovi significati attraverso la ricerca, il progetto e i linguaggi della contemporaneità.